Curia maxima - Storia

Chiamata anche Palazzo dei Supremi Magistrati, la Curia Maxima di Torino era la sede del Regio Senato e della Camera dei Conti. L'edificio fu costruito da Filippo Juvarra nel 1700, per volere di Amedeo Vittorio II, in seguito vennero effettuati altri lavori da Benedetto Alfieri, ed infine fu terminato da Ignazio Michela nel 1838. Il Regio Senato fu il massimo grado di giurisdizione del regno sabaudo: i giudici emettevano sentenze inappellabili e vincolanti, che costituivano fonte di diritto, mentre la Camera dei conti sovrintendeva le cause legate al demanio ed al patrimonio regio, ed era competente per tutte le questioni economiche e fiscali dell'ordinamento.

Il Palazzo della Curia Maxima ospitava le aule del tribunale, gli uffici, le abitazioni del boia e anche la forca, utilizzata per giustiziare i condannati alla pena capitale, che veniva tenuta nei sotterranei e montata al momento delle esecuzioni, per poi essere smontata e rimessa a posto. Sempre nei sotterranei, avevano sede le antiche prigioni.

Il Palazzo, nell'isolato compreso fra le vie Corte d'Appello, San Domenico, delle Orfane e Sant'Agostino, venne lievemente danneggiato dai bombardamenti del 1942, ma venne in seguito ristrutturato, ultimando le riparazioni nel 1944. Si narra che a seguito dei bombardamenti si udirono dei lamenti sotto le macerie e così si scavò per cercare chi potesse essere: nessuno venne trovato e i lamenti subito dopo cessarono. Resta dunque uno dei tanti misteri legati ai sotterranei di questo edificio.

Nel 2001, dalla vecchia sede della Curia Maxima di Via Corte d'Appello, oggi sede di alcuni uffici e assessorati comunali, il Palazzo di Giustizia viene trasferito nella nuova sede in corso Vittorio Emanuele II.