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COME FARE PER OTTENERE EQUA RIPARAZIONE PER VIOLAZIONE DEL TERMINE RAGIONEVOLE DEL PROCESSO
UFFICI INTERESSATICorte d'Appello – Volontaria Giurisdizione
INFORMAZIONI GENERALIChiunque abbia subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della Legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1 della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione. Una indicazione derivante dalla giurisprudenza formatasi in sede comunitaria aveva individuato i parametri temporali di ragionevole durata del processo in:
  • tre anni per il processo di 1° grado;
  • due anni per il processo di 2° grado.

specificando comunque che si trattava di tempi con valore orientativo, non tassativo. Ad ogni buon conto, nell'ordinamento giuridico non è rinvenibile una regola fissa o un principio da cui poter ricavare la misura della durata di un processo, anche se il Giudice deve tener conto dei dati oggettivi posti alla base di ciascuna controversia, quindi la complessità del caso, il comportamento delle parti e del giudice e ai fini della quantificazione dell'indennizzo, la "posta in gioco".
La domanda di equa riparazione si propone dinanzi alla Corte di Appello del distretto in cui ha sede il Giudice competente ai sensi dell'articolo 11 del c.p.p. a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati nel cui distretto è concluso o estinto relativamente ai gradi di merito, ovvero pende, il procedimento nel cui ambito la violazione si assume verificata.
Alla Corte d'Appello di Torino sono proponibili i ricorsi:

  • del ministro dell'Economia.

Negli altri casi relativi ai procedimenti ordinari del Distretto di Genova

  • del Ministro della Giustizia quando si tratta di procedimenti del Giudice Ordinario;
  • del Ministro della Difesa quando si tratta di procedimenti del Giudice Militare.
La domanda di riparazione può essere proposta durante la pendenza del procedimento nel cui ambito la violazione si assume verificata, ovvero, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, è divenuta definitiva.
A CHI RIVOLGERSIc/o Palazzo di Giustizia - Corte d'Appello – Volontaria Giurisdizione
Piano: V
Stanza: 51118
telefono: 011 - 43 29 437
orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 13,30 sabato escluso.
DOCUMENTAZIONE RICHIESTALa domanda si propone entro i termini sopra detti, con ricorso depositato nella Cancelleria della Corte di Appello, sottoscritto da un difensore munito di procura speciale e contenente gli elementi d i cui all'art. 125 c.p.c.
La Corte di Appello, entro quattro mesi dal deposito della domanda, deve pronunciarsi con decreto immediatamente esecutivo ed impugnabile in Cassazione. Prima di poter ricorrere alla Corte di Giustizia occorre aver percorso necessariamente i gradi del ricorso in Corte d'Appello e quello del successivo in Cassazione.
Il decreto di accoglimento della domanda è comunicato a cura della Cancelleria, oltre che alle parti, al Procuratore Generale della Corte dei Conti, ai fini dell'eventuale avvio del procedimento di responsabilità, nonché ai titolari dell'azione disciplinare dei dipendenti pubblici comunque interessati dal procedimento.
Il diritto all'equa riparazione spetta a tutte le parti del processo, attori o convenuti, indipendentemente dall'esito del giudizio presupposto e dal fatto che esse siano risultate (o destinate ad essere, per giudizio ancora in corso) vincenti o soccombenti in sede civile o condannate in sede penale. Il diritto allo svolgimento del processo entro un termine ragionevole è riconosciuto esclusivamente con riferimento alle parti in causa, e non anche ai soggetti che siano ad esso rimasti estranei, ritenendosi non rilevante l'eventualità che questi ultimi possano aver subito danni indiretti legati al protrarsi del processo.
Nel caso di un giudizio penale la persona offesa dal reato ed il querelante sono legittimati a chiedere l'indennizzo solo a patto che si siano costituiti parte civile nel processo penale. Il diritto all'equa ripartizione va riconosciuto anche in favore degli eredi della parte che abbia introdotto il giudizio (anche antecedente all'entrata in vigore la legge 89/2001 c.d. Legge Pinto), a patto che la domanda di equa riparazione non sia stata già proposta alla Corte di Strasburgo e che questa si sia pronunciata sulla sua inammissibilità.
La procedura è esente da contributo unificato, è previsto il pagamento di € 8,00 per diritti di notifica.

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