Tirocini di formazione presso la Procura Generale di Torino

COSA SONO

Consistono in un periodo di formazione e lavoro, svolto in affiancamento a un magistrato affidatario, nel corso del quale si coadiuva il magistrato nei suoi compiti e si assiste allo svolgimento dell'attività giudiziaria, partecipando alle udienze e redigendo atti giudiziari.
Esistono due tipi di tirocinio:
  • Tirocinio ex art. 73 D.L. 69/2013 (convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98), della durata di 18 mesi, che costituisce titolo per accedere al concorso in magistratura (senza necessità di frequentare la Scuola Superiore per le Professioni Legali e senza bisogno di aver prima superato l'esame da avvocato). Qualora il concorso venga superato, questo tirocinio dà anche diritto a punti aggiuntivi nella graduatoria del concorso. Inoltre il tirocinio è titolo di preferenza in graduatoria per numerosi altri concorsi pubblici ed è sostitutivo di 12 mesi di pratica legale o notarile ai fini dell'esame da avvocato e del concorso da notaio.
  • Tirocinio ai fini della pratica forense: della durata di 6 o 12 mesi sostitutivo di un periodo di pratica forense (Decreto 17 marzo 2016 n. 58).

CHI PUO' FARLI

  • Per presentare la domanda di accesso ai periodi di formazione è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:
    • laurea in giurisprudenza all'esito di un corso di durata almeno quadriennale;
    • media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo ovvero punteggio di laurea non inferiore a 105/110;
    • non aver compiuto i trenta anni di età;
    • requisiti di onorabilità, ovvero non aver riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni e non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o sicurezza.
  • Per svolgere il tirocinio ai fini della pratica forense occorre essere iscritti al registro dei praticanti avvocati e aver già svolto almeno un semestre di pratica presso uno studio legale. Il tirocinio può essere svolto presso uno degli uffici giudiziari compresi nel circondario del Tribunale ove è costituito il Consiglio dell'Ordine al quale il praticante è iscritto.

QUALI VANTAGGI OFFRONO

Entrambi i tirocini consentono un punto di vista privilegiato sull'attività giudiziaria, perché lo stagista affianca il magistrato in tutte le sue attività e collabora con lui. Possono quindi essere un momento formativo importante anche per l'aspirante avvocato che voglia rendersi conto di come vanno le cose "dall'altra parte della scrivania". Gli stagisti sono inoltre ammessi alle attività formative (corsi, incontri di studio, convegni, etc.) organizzate per i magistrati dalla Scuola Superiore della Magistratura, oltre che agli incontri di formazione specificamente organizzati per loro.
I tirocini di 18 mesi costituiscono oggi il più rapido canale per l'accesso al concorso in magistratura. Consentono una formazione “sul campo” del futuro magistrato, che deve però essere necessariamente affiancata da un adeguato studio teorico. Il d.l. 90/14 ha anche previsto che questi tirocini vengano retribuiti tramite borse di studio assegnate secondo il reddito, rimettendo la relativa disciplina a decreti ministeriali di attuazione.

COME SONO ORGANIZZATI

Dopo un breve colloquio di orientamento e conoscenza con il magistrato coordinatore, gli stagisti vengono affidati a un magistrato e inseriti nell'organizzazione della Procura Generale. Lo stagista svolge le attività che gli vengono assegnate dal magistrato con cui collabora, partecipa alle udienze, effettua ricerche giurisprudenziali o dottrinali e redige atti giudiziari. Nel corso del tirocinio gli stagisti possono partecipare a incontri di studio e corsi di formazione.
E' tendenzialmente possibile svolgere, nello stesso periodo, il tirocinio ex art. 73 e la pratica forense, purché ciò sia concordato sia con il magistrato affidatario sia con il dominus. In ogni caso, per poter sostenere l'esame da avvocato, è necessario aver svolto almeno 6 mesi di pratica esclusiva (cioè oltre a quella che viene riconosciuta per aver fatto il tirocinio).

COME SI FA A FARE DOMANDA

Per entrambi i tirocini è necessario presentare domanda, indirizzata al Procuratore Generale.
Per il tirocinio ex art. 73 di cui alla lettera a) si può utilizzare la modulistica predisposta dal Ministero della Giustizia e presente sul sito al link https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_10_3.wp
Per i tirocini di cui alla lettera b), i requisiti della domanda sono indicati all'art. 4 del Decreto 17 marzo 2016 n. 58.
In entrambi i casi, la domanda può essere presentata personalmente presso la Segreteria del Procuratore Generale (piano 7 scala E del Palazzo di Giustizia) alla sig.ra Marisa Lecca o essere inviata per posta elettronica all'indirizzo della segreteria pg.torino@giustizia.it e a quella del magistrato coordinatore Dott.ssa Marina Nuccio nuccio.marina@giustizia.it.
E' senz'altro opportuno indicare un recapito telefonico per i successivi contatti.

COLLOQUI DI VALUTAZIONE E ORIENTAMENTO

A seguito dell'invio della domanda gli aspiranti tirocinanti saranno contattati dal magistrato coordinatore Dott.ssa Marina Nuccio o dalla Segreteria al fine di concordare un colloquio conoscitivo, che si terrà presso l'ufficio della Dott.ssa Marina Nuccio.

INIZIO DEL TIROCINIO

Nel giro di pochi giorni dopo il colloquio hanno inizio i tirocini.
Ogni tirocinante sarà dotato di una postazione con computer, delle credenziali di accesso al sistema e di collegamento a internet e delle credenziali di accesso alla banca dati della Corte di Cassazione (italgiure).
Ulteriori chiarimenti possono essere chiesti nel corso del colloquio.