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Altri Atti

Legislazione - Altri Atti
25/10/2017 - LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 163/2017: DAL MARCHIO ALLA TUTELA DELLA PRIVACY
In G.U. la legge di delegazione europea: dal marchio alla tutela della privacy La legge di delegazione europea 25 ottobre 2017 n. 163 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017, n. 259. La legge delega il Governo ad adottare una serie di decreti legislativi in attuazione di diverse direttive comunitarie che spaziano dalla materia fiscale, alla tutela della privacy, passando per la tutela della proprietà industriale. I temi interessati. Tra i diversi atti comunitari che il Governo è chiamato ad attuare in funzione della delega, si annoverano: - la direttiva (UE) 2015/2436 del 16 dicembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa e sul marchio comunitario; - la direttiva (UE) 2016/97 del 20 gennaio 2016, sulla distribuzione assicurativa; - il regolamento (UE) n. 596/2014 del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato; - il regolamento (UE) 2016/1011 dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento; - il regolamento (UE) 2015/2365 del 25 novembre 2015, sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo; - la direttiva (UE) 2016/681 del 27 aprile 2016, sull'uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi; - la direttiva (UE) 2016/2102 del 26 ottobre 2016, relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici; - la direttiva (UE) 2016/943 dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti. - il regolamento (UE) 2016/679 del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE. Il Governo è dunque chiamato ad intervenire sul codice in materia di trattamento dei dati personali di cui al d.lgs. n. 234/2012 abrogando le disposizioni incompatibili con il regolamento e modificando quelle che necessitano di un adeguamento e di coordinamento. Dovrà inoltre prevedere, ove opportuno, il ricorso a specifici provvedimenti attuativi e integrativi adottati dal Garante per la protezione dei dati personali nell'ambito e per le finalità previsti dal regolamento (UE) 2016/679, ed adeguare il sistema sanzionatorio penale e amministrativo vigente con previsione di sanzioni penali e amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione delle disposizioni stesse.
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27/03/2017 - DIRITTO D'AUTORE
È in G.U. n 72 del 27 marzo 2017 il d.lgs. n. 35/2017 recante disposizioni sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno, che recepisce e attua la direttiva UE n. 26/2014.
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19/01/2017 - DLGS 19 gennaio 2017, n. 3 di recepimento della Direttiva 2014/104/UE. Risarcimento del danno per violazioni delle regole antitrust.
Risarcimento del danno per comportamenti antitrust: le nuove regole Dal 3 febbraio in vigore il nuovo regime sul risarcimento del danno per violazioni delle regole antitrust. Con il decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3 è stata recepita la direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2014, relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione europea. Obiettivo non solo l’eliminazione degli ostacoli al corretto funzionamento del mercato interno, ma anche l’armonizzazione delle legislazioni nazionali in vista del riequilibrio del mercato. Tra le novità, gli effetti delle decisioni definitive adottate dalle autorità nazionali garanti della concorrenza che costituiranno una prova “prima facie” nei procedimenti giurisdizionali. Questo principio ha affermazione nell’articolo 7 del Dlgs n. 3 laddove è stabilito che si ritiene definitivamente accertata nei confronti dell’autore la violazione del diritto della concorrenza constatata da una decisione dell’autorità garante della concorrenza, ferma restando la possibilità di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267 TFUE. Sulla prescrizione, l’articolo 8 fissa il termine in cinque anni che inizia a decorrere non prima “che la violazione del diritto della concorrenza sia cessata e prima che l’attore sia a conoscenza o si possa ragionevolmente presumere che sia a conoscenza…” degli elementi indicati nella norma in esame. Il capo V è interamente dedicato alla quantificazione del danno, con una presunzione, in linea con la direttiva, nel caso di cartelli. Spazio, in ultimo, alla soluzione extragiudiziale delle controversie.
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25/11/2016 - Raccomandazioni della CGUE per la presentazione delle domande di pronuncia pregiudiziale
Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 25 novembre, C-439, le raccomandazioni indirizzate ai giudici nazionali per la presentazione delle domande di pronuncia pregiudiziale. Il testo aggiorna le raccomandazioni adottate all’indomani dell’entrata in vigore, il 1o novembre 2012, del nuovo regolamento di procedura della Corte di giustizia. Tra le indicazioni pratiche da seguire, l’individuazione del momento in cui è opportuno effettuare il rinvio pregiudiziale, la forma e il contenuto della domanda, l’interazione tra rinvio pregiudiziale e procedimento nazionale, le questioni relative alle spese e al gratuito patrocinio. Indicate anche le questioni per presentare la richiesta di procedimento accelerato e di urgenza, con l’allegato sugli elementi essenziali del rinvio pregiudiziale.
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03/11/2016 - legge n. 214 del 3 novembre 2016 di ratifica ed esecuzione, da parte dell'Italia, dell'Accordo su un tribunale unificato dei brevetti
E’ stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale di ieri la legge n. 214 del 3 novembre 2016 di ratifica ed esecuzione, da parte dell’Italia, dell’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti. L’Accordo è l’ultimo e indispensabile tassello del mosaico che costituisce la tutela brevettuale unitaria voluta dall’Unione europea, di fondamentale importanza visto che i regolamenti 1257/2012 sulla cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria e 1260/2012 sul regime di traduzione applicabile possono essere attuati solo a partire dalla data di entrata in vigore dell’Accordo. Del sistema non fanno parte Spagna e Croazia e dall’Accordo sul tribunale anche la Polonia. L’Accordo istituisce altesì un centro di mediazione e arbitrato nelle controversie in materia di brevetti che rientrano nell’ambito di applicazione dell’atto, con sedi a Lubiana e Lisbona. Va poi ricordato che, a seguito del parere 1/09 dell’8 marzo 2011, sono state inserite specifiche norme volte a ribadire il principio della primazia del diritto dell’Unione sull’Accordo istitutivo del Tribunale e la responsabilità degli Stati parti per violazioni del diritto dell’Unione da parte del Tribunale. La legge n. 214, intanto, modifica l’articolo 3 del Dlgs 168/2003 istitutivo delle sezioni specializzate in materia d’impresa, con un passaggio di competenze al Tribunale e l’articolo 4 del Dlgs n. 30/2015 sul codice della proprietà industriale. Qui lo stato delle ratifiche dell’accordo, non ancora aggiornato con la novità italiana. All’appello continua però a mancare la ratifica del Regno Unito, essenziale per l’applicazione dell’Accordo
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20/05/2016 - SCHEMA DI DECRETO LEGISL. DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 20/5/2016 N. 76 - NORME DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO IN MATERIA DI UNIONI CIVILI
Sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta ufficiale il decreto legislativo che dà attuazione all’articolo 1, comma 28, lettera b) della legge 20 maggio 2016 n. 76 che delega il governo all’adozione di disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il testo, approvato dal Consiglio dei ministri il 14 gennaio, interviene con l’aggiunta di talune disposizioni alla legge n. 218/1995. In particolare, è inserito l’articolo 32 bis in base al quale il matrimonio celebrato all’estero da cittadini italiani dello stesso sesso produce gli stessi effetti dell’unione civile regolata dalla legge italiana. Per quanto riguarda la legge applicabile, il decreto chiarisce che la capacità e le condizioni per costituire l’unione civile sono regolate dalla legge nazionale di ciascuna parte al momento della costituzione dell’unione civile. Nel caso in cui la legge richiamata non ammetta l’unione civile tra persone maggiorenni dello stesso sesso si applica la legge italiana, anche perché “le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 20 maggio 2016, n. 76, sono di applicazione necessaria”. In questa direzione, con una chiara volontà di impedire status claudicanti e superarare gli ostacoli alla costituzione di unioni civili, l’articolo 32 ter prevede che se la legge straniera non consente la produzione del nulla osta proprio a causa del mancato riconoscimento delle unioni, esso è sostituito “da un certificato o altro atto comunque idoneo ad attestare la libertà di stato, ovvero da dichiarazione sostitutiva ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Resta salva la libertà di stato accertata o acquisita per effetto di un giudicato italiano o riconosciuto in Italia”. In materia di forma è confermato quanto previsto nella proposta iniziale ossia che l’unione civile è valida “se è considerata tale dalla legge del luogo di costituzione o dalla legge nazionale di almeno una delle parti o dalla legge dello Stato di comune residenza al momento della costituzione”, con una chiara applicazione del principio del favor valididatis. Sul regime patrimoniale e sui rapporti personali, l’art. 32 ter n. 4 rinvia alla legge dello Stato in cui l’unione è stata costituita. Tuttavia, le parti possono chiedere al giudice l’applicazione della legge dello stato in cui la vita comune è prevalentemente localizzata. Per i rapporti patrimoniali è disposto che, con forma scritta, siano regolati dalla legge dello Stato di cui almeno una di esse è cittadina o nel quale una di esse risiede. La norma si discosta dall’art. 30 della legge n. 218/95 ma è conforme al regolamento n. 2016/1104 che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate che sarà applicato dal 29 gennaio 2019. Per quanto riguarda lo scioglimento dell’unione civile la disciplina è dettata dalla legge applicabile al divorzio in conformità al regolamento n. 1259/2010/UE del 20 dicembre 2010 relativo ad una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale. Modificato, in ultimo, l’articolo 45 della legge n. 218. Il nuovo testo dispone che le obbligazioni alimentari “nella famiglia sono regolate dalla legge designata dal regolamento 2009/4/CE del Consiglio del 18 dicembre 2008 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, e successive modificazioni.”.
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24/12/2012 - L. n. 234 - Legge Comunitaria
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10/12/2012 - D.L. n. 216 - Decreto salva sanzioni europee (Disposizioni per l’adempimento di obblighi posti dal diritto dell’Unione europea al fine di porre rimedio a procedure di infrazione a rischio di sanzioni ai sensi dell’articolo 260, paragrafi 2 e 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea nei confronti dello Stato italiano.)
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14/08/2012 - D.Lgs. n. 149 - Attuazione Direttiva 2010-24 UE - Assistenza reciproca in materia di recupero crediti da dazi e imposte (Attuazione della direttiva 2010/24/UE relativa all’assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi, imposte ed altre misure.)
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14/08/2012 - D.Lgs. n. 149 - Attuazione Direttiva 2010-24 UE - Assistenza reciproca in materia di recupero crediti da dazi e imposte
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