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Legislazione - Diritto dell'unione - Direttive
03/08/2017 - decreto Mifid II, D.Lgs. 3 agosto 2017, n. 129, di attuazione della direttiva 2014/65/UE del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari
Prodotti finanziari: in G.U. il decreto attuativo della direttiva Mifid II È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 198 del 25 agosto il decreto Mifid II, D.Lgs. 3 agosto 2017, n. 129, di attuazione della direttiva 2014/65/UE del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE, cosi, come modificata dalla direttiva 2016/1034/UE del 23 giugno 2016, e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 648/2012, così come modificato dal regolamento (UE) 2016/1033 del 23 giugno 2016. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 198 del 25 agosto il Decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129, di attuazione della direttiva 2014/65/UE del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE, cosi, come modificata dalla direttiva 2016/1034/UE del 23 giugno 2016, e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 648/2012, così come modificato dal regolamento (UE) 2016/1033 del 23 giugno 2016. Il decreto (c.d. decreto Mifid II) prevede maggiori controlli sugli strumenti finanziari e più trasparenza nei rapporti tra clienti e intermediari, con obblighi informativi in capo a questi ultimi; a tal fine apporta modifiche al d.lgs. n. 58/1998 (TUF) e n. 385/1993 (TUB). Il provvedimento è già in vigore, dal 26 agosto.
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14/06/2017 - DIRETTIVA (UE) 2017/1132 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 14 giugno 2017 relativa ad alcuni aspetti di diritto societario
DIRETTIVA (UE) 2017/1132 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 14 giugno 2017 relativa ad alcuni aspetti di diritto societario Obiettivo primario coordinare le garanzie per soci e terzi e assicurare tutele equivalenti in tutti gli Stati membri. Con il fine di riordinare un quadro frammentato che rende difficile l’individuazione di diritti e obblighi, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la direttiva 2017/1132 del 14 giugno relativa ad alcuni aspetti di diritto societario, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30 giugno. Il nuovo testo, che codifica le norme esistenti, abroga le direttive 82/891/CEE, 89/666/CEE, 2005/56/CE, 2009/101/CE, 2011/35/UE e 2012/30/UE. L’entrata in vigore è prevista dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Tra gli elementi di forza del nuovo testo, le articolate regole sulla pubblicità delle succursali create in uno Stato membro, le disposizioni sulle fusioni delle società per azioni, le fusioni transfrontaliere delle società di capitali, le scissioni delle società per azioni. Per quanto riguarda le informazioni obbligatorie da fornire nello statuto o nell’atto costitutivo, la direttiva dispone che in “tutti gli Stati membri la cui legislazione non preveda, all’atto della costituzione, un controllo preventivo amministrativo o giudiziario, l’atto costitutivo e lo statuto della società e le loro modifiche devono rivestire la forma di atto pubblico”. Centrale il sistema di interconnessione del registro centrale, del registro del commercio e del registro delle imprese, attraverso una piattaforma centrale europea e il via a punti di accesso opzionali istituiti dagli Stati membri. Il titolo II è interamente dedicato alle fusioni e alle scissioni di società di capitali, con garanzie per la tutela dei diritti dei lavoratori di ciascuna delle società partecipanti alla fusione che “è disciplinata conformemente alla direttiva 2001/23/CE”. Una norma ad hoc è dedicata alla redazione di atti pubblici da utilizzare in tutti i casi in cui la legislazione di uno Stato membro non preveda per le fusioni un controllo preventivo di legittimità, giudiziario o amministrativo. E’ stabilito, infatti, che “il notaio o l’autorità competente a redigere l’atto pubblico verificano e certificano l’esistenza e la legittimità degli atti e delle formalità che devono essere compiuti dalla società per la quale esplicano la propria funzione di notaio o autorità competente, nonché del progetto di fusione”. Il capo II è dedicato alle scissioni di società per azioni.
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08/06/2016 - DIRETTIVA UE 2016/943 dell'8/6/2016 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti
DIRETTIVA UE 2016/943 dell’8/6/2016 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti Segreti commerciali e informazioni riservate delle imprese con maggiori tutele nello spazio Ue. Va in questa direzione la direttiva 2016/943 dell’8 giugno 2016 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione illeciti, da recepire entro il 9 giugno 2018. La direttiva, che pone norme minime consentendo agli Stati una protezione ancora maggiore, punta a impedire la divulgazione di informazioni per proteggere segreti commerciali e rafforzare così il capitale intellettuale, fattore determinante per la competitività. Nel pieno rispetto, si legge nel Preambolo, del giornalismo d’inchiesta. E’ vero, infatti, che la direttiva stabilisce misure e strumenti di tutela per impedire la divulgazione di informazioni per proteggere la riservatezza dei segreti commerciali, ma senza che ciò possa condurre a limitazioni per la tutela delle fonti giornalistiche anche al fine di assicurare l’attuazione dell’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In via generale, la direttiva impone agli Stati l’adozione di misure e procedure necessarie “ad assicurare la disponibilità di azioni civili riparatorie contro l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione illeciti dei segreti commerciali”, con l’obbligo di assicurare che gli strumenti di tutela predisposti siano “leali ed equi”, non siano “inutilmente complessi o costosi” e siano efficaci e dissuasivi. Va detto che la direttiva fissa una regola comune in materia di prescrizione, stabilendo che le azioni per chiedere l’applicazione delle misure, delle procedure e degli strumenti di tutela si prescrivono in sei anni. Tutela per i whistleblowers. Gli Stati, infatti, sono tenuti a respingere richieste di applicazione delle misure qualora colui che abbia divulgato il segreto commerciale abbia agito per rivelare una condotta scorretta, un’irregolarità o un’attività illecita, per proteggere l’interesse pubblico generale. La direttiva salvaguarda anche i giornalisti che agiscono “nell’esercizio del diritto alla libertà di espressione e d’informazione come previsto dalla Carta, compreso il rispetto della libertà e del pluralismo dei media”.
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26/06/2013 - Direttiva UE n. 37 - Modifica Direttiva 2003-98 su riutilizzo informazione settore pubblico (DIRETTIVA 2013/37/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013 che modifica la direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico)
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25/10/2012 - Direttiva 2012- 29-UE - Norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato
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22/05/2012 - Direttiva UE 2012-13 - Diritto all'informazione nei procedimenti penali (DIRETTIVA 2012/13/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 maggio 2012 sul diritto all’informazione nei procedimenti penali)
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